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Formazione

COPYRIGHT

Poiché l’uso improprio di opere protette da copyright è il problema principale nel campo dell’autorialità, la tecnologia blockchain può contribuire a rendere la frode immediatamente individuabile e quindi a dissuadere le persone dall’uso improprio. 

Il sistema attuale non fornisce sufficiente assistenza alle vittime di furto, soprattutto quando si trovano a fronteggiare un gruppo grande e potente. 

Inoltre, si concentra soprattutto sulla risoluzione della proprietà nelle controversie dopo che è stato scoperto un uso improprio. 

La Blockchain aiuta a risolvere il problema in anticipo, grazie all’individuazione automatizzata e precoce della frode, risparmiando così tempo e denaro sprecato nelle indagini.

Aziende come BLOCK.CO utilizzano la blockchain per marcare e creare una registrazione permanente del lavoro di scrittori e artisti, fornendo loro un certificato di copyright marcato nel tempo. 

Gli utenti del sito hanno profili che consentono loro di archiviare e organizzare tutti i loro certificati, rendendoli sicuri e immutabili. 

Una volta caricato, il lavoro dei clienti può essere rintracciato online e, in caso di utilizzo non autorizzato, viene emesso un avviso. 

Questo aiuta a individuare i contenuti in violazione, anche se è ancora necessario affidarsi a mezzi legali per rimuoverli.

Tranne che come deterrente, la blockchain può fare ben poco per prevenire le violazioni del copyright. Tuttavia, rimane un ottimo strumento da utilizzare in seguito alle frodi perché offre una piattaforma immutabile ideale per memorizzare le rivendicazioni di proprietà senza che un’autorità centrale possa censurare, eliminare o potenzialmente manomettere il lavoro originale.

UNIVERSITA’

Negli ultimi anni, progetti universitari di alto profilo basati sulla Blockchain hanno ricevuto un’attenzione mediatica significativa, alimentando ulteriore interesse per questa tecnologia.

L’Università di Melbourne, ad esempio, nel 2017 si è servita della Blockchain per emettere credenziali digitali, consentendo agli studenti di condividere copie verificate delle loro qualifiche con i datori di lavoro e terze parti interessate.

Col tempo, stanno emergendo nuovi modi per applicare la tecnologia Blockchain nel settore dell’istruzione: 

– Risparmio su materiale didattico: la Blockchain può rendere il materiale didattico conveniente e dunque accessibile a tutti. I libri dotati di codice Blockchain potrebbero essere condivisi nella rete, eliminando gli intermediari, terze parti e le relative loro commissioni, con un risparmio netto sia per gli studenti che per gli autori. Rispetto alle copie digitali open source che circolano già sulla rete il vantaggio è che tramite smart contract l’autore viene ricompensato e si evita lo sfruttamento selvaggio della proprietà intellettuale altrui. 

– E-Portfolio per studenti: un ampio set di credenziali per la conservazione delle informazioni degli studenti. Trascrizioni verificate delle competenze formali, non formali ed informali, dando evidenza anche alle competenze trasversali. Con la Blockchain sarebbe possibile tracciare digitalmente, in maniera sicura e trasparente, le competenze acquisite dagli studenti attraverso degli indicatori(certificati, lauree, open badge, lettere di raccomandazioni, citazioni). Questa tecnologia aiuterebbe lo studente a poter ottenere più facilmente finanziamenti e borse di studio, ma anche i datori di lavoro a verificare le competenze dei candidati. Il ministero dell’educazione Etiope lo usa già con Cardano sostenendo che è un’opportunità chiave per porre fine all’esclusione digitale e ampliare l’accesso all’istruzione superiore e all’occupazione per tutti. Democratizzare la disponibilità di documenti accademici altamente affidabili permette a giovani rurali e indigenti utilizzare lo stesso sistema usato dai più privilegiati

– Biblioteche e librerie: le Blockchain potrebbero essere utilizzate per costruire un sistema di metadati veramente distribuito per le biblioteche e le Università. Un tale sistema sarebbe accessibile a qualsiasi organizzazione che lo desideri, senza spese aggiuntive. Il sistema si ridimensiona in modo pulito, pur mantenendo la qualità dei dati attraverso la scelta selettiva di lettura / output, basata sulla firma hash.

La Blockchain rappresenta, dunque, la seconda era di Internet, esserne fuori vorrebbe dire perdere un treno verso l’innovazione, verso una cultura decentralizzata, trasparente, sicura e sicuramente più democratica. Le Università, così come tutto il mondo scolastico, rappresentano un importante banco di prova per sperimentare nuove tipologie di digitalizzazione, per migliorare la student experience all’interno dell’ateneo, per iniziare ad istruire gli studenti all’utilizzo della tecnologia stessa ed infine per avvicinare le nuove generazioni verso una formazione continua ed integrata con la vita di tutti i giorni. 

MATERIA DIDATTICA

Nel nostro paese, la principale offerta di corsi sulla blockchain viene da piattaforme online, anche se sempre più università tradizioni stanno aprendo nuove filiere e programmi di ricerca. Tuttavia, quello che oggi sembra mancare è una presa in carico, da parte del mondo universitario, della creazione di percorsi formativi coerenti e robusti, incastonati in modo coerente nei percorsi formativi più tradizionali, dall’ingegneria alla finanza, dalla matematica al diritto. Ciò che ancora sembra prevalere è un’offerta generalista che non può rispondere in modo efficace alla domanda di professionisti in specifici verticali, in grado di offrire chiarezza agli operatori economici piuttosto che contribuire alla confusione attorno alla tecnologia e ai suoi utilizzi.

Il danno per l’ecosistema derivante dall’assenza di questo tipo di professionalità verticali, combinato con la diffusione di corsi generalisti, è molto significativo, con il rischio di ridurre invece di aumentare le possibilità di diffusione di questa nuova tecnologia e di ritardare lo sviluppo di soluzioni in grado di dimostrare il loro valore aggiunto sia in termini economici che di valore per gli utenti. Per invertire questo trend e creare capacità verticali per lo sfruttamento della tecnologia blockchain, sarà fondamentale inserire corsi di formazioni specifici all’interno delle facoltà che saranno maggiormente influenzate dalla diffusione costante di questa tecnologia In particolare:

Economia e Finanze: la blockchain dovrebbe essere insegnata per capire la crescita della decentralized finance (DeFi), del mercato delle criptovalute e dell’impiego della tecnologia nel sistema tributario / di tassazione.

Matematica: le scienze crittografiche alla base della tecnologia blockchain godrebbero di maggiore visibilità con un conseguente aumento dei professionisti in questa filiera che anticiperebbe la tendenza di diffusione della tecnologia.

Giurisprudenza: gli smart contracts (contratti intelligenti) che sono sempre più utilizzati nel mondo meritano di essere insegnati e spiegati a tutti i professionisti della filiera legale per ampliare le opportunità concrete che nascono dal loro impiego ed evitare che si crei disinformazione su questi nuovi strumenti. 

Comunicazione e Marketing: l’applicazione della tecnologia blockchain ha abilitato nuove forme di interazione con il pubblico, basate principalmente sulla creazione di comunità gestite attraverso reti blockchain. 

La tecnologia dei registri distribuiti permette agli studenti di selezionare corsi in materie tecniche come quella dei registri distribuiti fuori dall’ateneo e di certificare  l’acquisizione delle competenze, esami compresi, senza la possibilità di falsificare titoli o risultati di studio. la scarsità di corsi online di livello avanzato o specialistico  limita gli studenti nell’acquisizione di competenze approfondite. 

I formatori possono essere premiati in token per la produzione di corsi di valore sia dal punto di vista tecnico che didattico. L’incentivo che può essere un token economico o di utilità può migliorare la qualità della formazione e stimolare una competizione virtuosa. 

Fidelizzazione

Le percentuali di fidelizzazione degli utenti dei corsi online sono scarse e i tassi di completamento dei corsi molto bassi, a meno che non si tratti di corsi ‘obbligatori’. Una formazione che premia con acquisizione di utility token al completamento e superamento delle prove d’esame, spendibili nei servizi dell’ateneo o in azienda, rappresenterebbe una motivazione importante. Nelle grandi aziende che offrono molta formazione, i dipendenti spesso lasciano l’azienda dopo aver aumentato le proprie competenze. Utility token da spendere in aziende potrebbero rappresentare uno dei deterrenti.

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